L’informazione è un valore e il suo valore si moltiplica attraverso il copia-e-incolla. Questo uno dei pilastri del Kopism, la nuova religione riconosciuta ufficialmente in Svezia che si fonda sulla deità dei tasti Ctrl+C e Ctrl+V.
Le fabbriche di contenuti a basso prezzo – le cosiddette content farm – stappano lo champarm? E’ presto dirlo. E anche se Google manifesta tutto il suo impegno per fornire strumenti di difesa per blacklistare i siti scopiazzoni (penso a Google Panda e all’estensione di Chrome Personal Blocklist), credo personalmente che questa guerra di religioni durerà ancora a lungo.
Nell’attesa che la stessa Google si esprima ufficialmente nei suoi comandamenti su cosa sia o cosa non sia un contenuto di qualità, lo strumento che consiglio per riconoscere se un sito è stato visitato da un copist, da un farmer o semplicemente da un competitor è Copyscape, il motore di ricerca che scopre se i santi contenuti che avete chiesto al vostro copywriter o content creator di fiducia, sono state evangelizzati in maniera diciamo un po’ troppo libertina.
Ctrl+C a tutti.
Ci sono molti modi di coltivare il proprio talento tennistico, a tutte le età. Ma se si vuole farlo viaggiando e conoscendo persone nuove, allora cercate gotennis.it. La struttura messa in piedi da Filippo Montanari 12 anni fa, e che accompagno da sempre nelle strategie di marketing, porta da tempo gli appassionati di tennis sui campi di Monte-Carlo per assistere ad aprile ai Rolex Master Series proponendo pacchetti con hotel per tutte le tasche sulla Costa Azzurra.
Ma le novità di quest’anno è il capodanno 2011 con racchetta e a inizio marzo 2012 lo stage di due giorni sugli stessi campi in terra rossa calcati dai big della racchetta, dove i gotennisti potranno sfidarsi nell’invidiabile ed imperturbabile clima della riviera monegasca.
Apprendere col sorriso è la base degli stage Gotennis. L’atmosfera che si respira qui? Beh, direi che la foto dice molto.
Sino a ieri non conoscevo le potenzialità del 3d design. Poi sono stato interpellato da Reality per fare il restyling del loro sito e mi sono trovato di fronte a fotografie virtuali praticamente indistinguibili da quelle reali. Lo chiamano 3d imaging, 3d compositing o ancora semplicemente rendering, ma fatto sta che il risultato è a dir poco stupefacente. Per cercare di rendere l’idea abbiamo scomodato Picasso, che una volta disse: “Ogni cosa che puoi immaginare è reale”.
Vedevi lungo, Pablo.
Non sono certo un maratoneta, ma ho deciso comunque di iscrivermi alla due giorni digitale in programma il 13 e 14 settembre dedicata all’innovazione, che vedrà la collaborazione online di migliaia di utenti per far emergere, confrontarsi e discutere il valore dell’innovazione in Italia.
Perché? Ma perché siamo un Paese che in questo senso ha bisogno di fare tanto movimento. Basta dare un occhio a questi dati.
Sono previsti 10 forum definiti in collaborazione con le stesse community, dedicati alle questioni cruciali dell’innovazione, e per ciascuno ci saranno dei facilitatori che avranno il compito di aiutare i partecipanti a vivere un’esperienza di conversazione produttiva e orientata ad arrivare a conclusioni utilizzabili.
Mi muoverò in particolare tra le strade 7, 9 e 10 dedicate a e-commerce, e-tourism, informazione e nuovi canali, e le smart cities del futuro. Ci si vede!
Seguendo da sempre ogni nuova possibilità di raccontare la Storia e le storie, saluto l’uscita del libro “Julian Assange dall’etica hacker a WikiLeaks”, la graphic novel sull’uomo che ha fatto tremare i potenti. L’hanno scritta Dario Morgante e Gianluca Costantini per Becco Giallo, la casa editrice padovana che crede nel fumetto come forma di giornalismo.
Dopo l’universo BIT di Milano, quast’anno voglio andare andrò sul pianeta Nofrills a Bergamo, uno tra i più significativi eventi B2B in Italia per il settore turistico. Per quanto mi riguarda l’occasione è partecipare, in una dimensione meno caotica, ai convegni sul tour operating italiano on e offline e conoscere le aziende più smart in Web & Travel come Freshcreator.
Aumentano gli esempi di startups che si buttano nel peer-to-peer lavorativo, nel mercato del lavoro ‘collaborativo’. In un mondo del lavoro che cambia, personalmente non credo in meglio, prendono quindi piede nuovi modi per mettere in contatto domanda e offerta di professionalità e competenze specifiche. Se ne parla su The Next Web.