La scuola fa grandissime cose sottotraccia, ma per varie ragioni queste esperienze non emergono a sufficienza per contrastare il mainstream qualunquista secondo cui la scuola fa schifo.

Negli ultimi mesi sono stato impegnato in un progetto scolastico (abbiamo fatto un video, con tante foto dei momenti più belli: non si può vedere pubblicamente, immaginatevelo con tanti sorrisi) volto al potenziamento delle competenze espressive e argomentative di alunni in difficoltà.

Ho così avuto modo di affrontare ed approfondire lo strumento delle mappe concettuali, rappresentazioni o modelli grafici per organizzare la conoscenza. Sono davvero utili per creare gerarchie, legami e rapporti tra le informazioni per padroneggiare un argomento, per visualizzare meglio il rapporto fra cose importanti e secondarie.

Ma le mappe sono altresì utili anche ai grandi, per analizzare situazioni complesse e risolvere problemi.

Le Argument maps ad esempio sono utili per esplorare un problema al fine di arrivare a prendere una posizione.

Ecco un esempio.

Poi ci sono le Decision maps, utili a prendere posizione o per decidere cosa pensare o fare; quando insomma abbiamo bisogno di qualcosa di diverso dal, o di più del, semplice “ragionare”.

In questo approfondito articolo di Pietro Alotto si spiega come la riflessione sia, infatti, un cammino che avviene nel tempo, con le sue sequenze spazio-temporali: inizio, fermate, ritorni, riprese, strade senza uscita.

E che la tecnologia può venire in aiuto del nostro apparato cognitivo. Le Decision maps sono utili in varie applicazioni didattiche, ma soprattutto nella diffusa pratica del debate, specie nella fase della raccolta dati.

Per creare decision map efficaci c’è il software freemium messo a punto dagli stessi autori di Rationale (un software per creare Argument maps), che si chiama bCisive.

Grazie a ciò l’aula può davvero diventare una grande palestra di pensiero.