Le presentazioni del mio libro “Ultimi Analogici” stanno prendendo una piega inaspettata. Niente risse al firmacopia, niente contestazioni, nulla di ciò. Solo che ho scoperto che con un videoproiettore a disposizione la storia si può raccontare in maniera davvero appassionante.

Preso dalla pulsione narrativa di raccontare il 1980 dal punto di vista musicale, ho cominciato con una serata di grande impatto (così m’han detto) al Circolo “Ribalta” di Vignola. A questo appuntamento ne sono seguiti altri, sempre con la formula presentazione classica del libro + speech narrativo ad integrare i tanti avvenimenti dell’anno che ne fa 40 in questo 2020.

 

Via via quindi sto proponendo serate di storia contemporanea adattate al luogo che mi ospita: musicale, politico, moda e costume. La gente non se ne va sbadigliando e questo mi sembra già un buon successo. Sarà come la chiamano public history? Boh

“Dovresti portarlo nelle scuole”

mi sento dire ogni tanto.

E probabilmente servirebbe, visto che i 18enni di oggi si fermano come programma di storia alla Seconda Guerra Mondiale. Proprio come la mia generazione. Anvedi che buco spazio temporale!

Ed è anche questo un elemento di riflessione che sottopongo alla platea, fra una risata e una lacrima, tra un video storico e una foto ‘compromettente’ di un anno che ha segnato a mio avviso uno spartiacque fra la vita premoderna e quella attuale.

 
Grazie ad Alessandro Accorsi per le foto

Vi terrò aggiornati!