Difficile dire oggi per cosa verrà ricordati questa prima parte degli anni ’10. Scommetterei sul ritorno a gusti più autentici, nei sapori e negli oggetti, che ci aiutano a riscoprire e cose e sensazioni perdute. Ed è proprio sulle provenienze autentiche degli oggetti che ha puntato All’Origine, con la quale ho di recente avviato una preziosa collaborazione.

Sarà che per decenni siamo stati invasi dalla plastica, sarà per la nostra assuefazione alla vita metropolitana, ma gli oggetti di uso comune sui quali il tempo fa depositare quel fascino del vissuto li rende magicamente attraenti anche nei loro difetti, ruggini o piccole ammaccature.

Davide Mariani, responsabile di All’Origine, ha incaricato quei bravi ragazzi di Mentine di progettare un sito di e-commerce che potesse fare al caso suo, ma c’era bisogno di uno specialista che sapesse avvicinarsi con occhi puri al mondo del modernariato, del country style, del provenzale e dello shabby chic, per potere raccontare al meglio il valore degli oggetti unici di All’Origine, la storia che si portano dietro e la filosofia che muove tutta questa operazione.

All’Origine, per cui ho scritto i testi del sito curando anche il blog, è un negozio anomalo, atipico, nuovo, a partire dalla sua visione: innovare con oggetti che vengono dal passato. Risolve un bisogno non percepito (che è la sfida più grande dal punto di vista di una strategia digitale): quello di circondarsi di cose belle e con un’anima, senza necessariamente svuotare il portafoglio.

E così, in compagnia di un appassionatissimo Davide Mariani e rinfrancato dagli ottimi spuntini di sua moglie Gabriela, per due settimane mi sono lasciato incantare da imbuti, secchi e bricchi di forme e colori che non avevo più visto da decenni, rafforzando in me il fascino degli oggetti recuperati dal passato recente e restituiti a nuova vita.